Il poco che siamo...

Una famiglia racconta la bellezza della vita in Cristo e i suoi piccoli "sì" quotidiani...
mercoledì, 24 ottobre 2007

Arieccoci...

La volontà c'è. Ma questo non può bastare, ci deve essere anche il tempo. E quello - fidatevi - latita. Eravamo rimasti al 12 maggio. Anna Chiara prima rabbiosa, poi felice. Un milione di famiglie in piazza e la bellezza di un padre, una madre e dei figli. Non voglio fare il riassunto delle puntate precedenti, non mi va di raccontare in poche righe scampoli di vita vissuta: non riuscirei a rendere l'idea. Posso fare un elenco di immagini, link a qualcosa di più grande... E allora (ho l'agenda tra le mani...): le cene con gli amici per costruire e sognare qualcosa di grande; il Rosario snocciolato sul motorino mentre vado in redazione; un viaggio a Pesaro con la sacra famiglia, e il primo bagnetto di Giovanni; gli splendidi incontri con i nove coraggiosi adulti che hanno chiesto il battesimo; la comunione portata ai malati; la bellezza sempre nuova di Anna Chiara; la notte bianca della solidarietà con Oltreilnaso; il sogno infranto del centro giovanile di San Carlo al Corso, tanto lavoro per nulla; il secondo compleanno di Giovanni e la festicciola con gli amichetti al parco Scott; la festa delle Acli di Roma e la gioia degli immigrati, nuovi romani; le ginocchia doloranti mentre fisso negli occhi il "sole che ride" a Santa Anastasia; qualche matrimonio e un paio di battesimi; i pranzi da Felice a Testaccio; il celebre Ritirone di don Fabio, 10 giorni di catechesi e non sentirli; il primo dentino di Therese che sorride sempre; le vacanze passate tra Tarquinia, Tor San Lorenzo e un paio di giorni a Populonia; il massimo storico: 115 chili anche se non si vedono; le mattine tutti svegli a giocare nel lettone; il ritorno anche se breve di zio Sandro, Sara, Blu, Leonardo e Gabriele; la festa della Messa domenicale; le partite di basket 3 contro 3 con Giovanni che impazzisce mentre cerca di palleggiare; qualche influenza e il vacino di Therese; le famiglie coinvolte nel progetto Granelli di Senapa (che fantasia!); e arriviamo a oggi. La bellezza del presente. Uno legge queste istantanee scattate qua e là e dice: ma questi come sono fortunati. Sì, lo siamo, ma non perchè la croce non ci ha fatti visita, quanto perchè il Signore ci ha donato la fede. In Cristo Gesù - come insegna Teresina - tutto è Grazia! Le difficoltà, per carità, ci sono state e ci sono, ma non sono degne di nota. Quali? Tante. A comcinciare da mia moglie!!

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categorie: vita, casa, la mia famiglia, figli, la bellezza, la felicità, family day
sabato, 12 maggio 2007

Il Family day...

Eccomi qui a scrivere oggi che più di ogni altro giorno non vorrei essere qui, oggi che questo sole che entra dalle finestre di casa pesa come un macigno sulla mia giornata… oggi che vorrei essere in piazza in mezzo alla folla, a testimoniare la bellezza della mia famiglia e a godere della bellezza di tutte le famiglie presenti a piazza san giovanni…

E invece al solito le Sue vie, mi stupiscono! Non scrivo da tanto, non ho scritto per annunciare la nascita di therese, non ho scritto per raccontarne la sua immensa bellezza, il suo sorriso, la sua sorprendente attenzione, la sua femminilità, sì la sua femminilità perché therese (sarà per il nome francese) anche quando le metto i vestiti del fratello… malgrado abbia solo tre mesi e mezzo, è una femmina, la mia femminuccia meravigliosa e sorprendente.

Insomma non ho scritto tutte queste cose perché sono ancora poco per descrivere la meraviglia di questa figlia inaspettata e amata dopo quel Giovannino che amo di un amore che credevo irripetibile, che stupida mi credevo così piccola così umana da pensare di non riuscire ad avere tanto amore… quando sì genera si diventa cocreatori con il Signore e lui genera in noi forze inaspettate.

Insomma non avevo ancora scritto, ma oggi non potevo non raccontarmi. Oggi che sono qui a scoppiare parole perché sono incollata davanti alla televisione a seguire la manifestazione e a permettere a mio marito di essere in piazza a dare una mano, e therese e giovanni per quanto meravigliosi siano non parlano così bene.

È stata una delle giornate più difficili degli ultimi tempi mi sono sentita terribilmente sola, mi sono sentita male con dei mal di pancia terribili che mi prendono da un po’, ho trattato malissimo giovanni gli ho urlato in faccia, perché ero snervata e stanca, l’ho abbracciato tanto perché mi sentivo in colpa, fino verso mezzogiorno quando poi ho parlato al telefono con mio marito, avrei  potuto dirgli di tornare a casa lasciare i suoi impegni in piazza e alimentare il mio egoismo, ne avrei addirittura avuto diritto! Perché “quale family day faceva se non c’era per la sua famiglia in un momento di bisogno!!!!” invece mi sono lasciata curare, mi sono lasciata amare dalle sue parole d’amore e dall’amore del Signore, e ho percepito la Resurrezione nel mio corpo e nel mio cuore, ora sono qui commossa da questa bella manifestazione per la famiglia, che nel mio piccolo ho alimentato non essendo lì, ma essendo qui con giovanni che ha la febbre e con la piccola grande therese. Mi sento un po’ come Teresina in convento e ne percepisco in parte il suo grande desiderio di missione. Ogni giorno risorgiamo con il Signore dicendo dei sì piccoli piccoli, davvero minuscoli che Lui trasforma in Meraviglia, in Pace. CHE INFINITO DENTRO!

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categorie: casa, family day
domenica, 22 aprile 2007

Il battesimo...

Avete ragione. Scusateci. Abbiamo ricevuto tante e-mail he ci chiedevano di aggiornare il blog, ma due figli sono molto molto molto impegnativi, soprattutto se uno deve fare più lavori per arrivare a fine mese. Prendetevela con mia moglie che tra una poppata e l'altra potrebbe anche degnarsi di scrivere qualcosina. Comunqe... Therese oggi ha compiuto tre mesi. I primi giorni di vita sono stati duri, non tanto per lei quanto per noi: Giovanni ha avuto un paio di laringospasmi (ma ormai siamo abituati) e Anna Chiara è stata ricoverata per un'infezione. Io me la sono fatta sotto perchè ogni giorno che passa mi accorgo che senza Anna Chiara sarei perso. Ora va meglio, la paura è alle spalle e dopo un paio di giorni tutto si è risolto per il meglio. La febbre è scesa e l'hanno dimessa dall'ospedale. Ho saputo che in tanti hanno pregato per lei e ve ne ringrazio. La notte di Pasqua, poi abbiamo battezzato Therese. Il padrino e la madrina hanno rispettivamente i loro blog, il primo in coabitazione con la moglie... E così Therese, Francesca Romana (questi sono i nomi scelti dai padrini) è nata in Cristo! L'avreste dovuta vedere immersa nell'acqua dal parroco. Tre sorsate, qualche lacrima e via...

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categorie: figli, battesimo
venerdì, 16 febbraio 2007

Therese

Alla fine è nata. Il 22 gennaio, bella come il papà. Avremmo voluto scrivere prima, ce lo siamo detti in più occasioni anche perchè di cose ne sono successe tante, ma un pò il tempo che si è ridotto, un pò le nottate in bianco hanno avuto la meglio. Therese è nera nera. Ringraziando Dio non ha ciuffi improbabili, ma i capelli giusti al posto giusto. All'inizio dormiva e mangiava, ora comincia ad essere più esigente. Ma quello che colpisce maggiormente sono i suoi occhi. Ti guarda e ti legge nel cuore - o almeno così sente il suo papà - ; ti guarda e ti accarezza l'anima; ti guarda e riesce ad andare oltre. Promettiamo che in questi giorni saremo più presenti cercando di raccontare per quanto ci è possibile i giorni passati. Vi vogliamo bene e vi ringraziamo delle preghiere. 

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categorie: dio , è nata
domenica, 21 gennaio 2007

Santa Agnese...

Scrivo per ingannare il tempo in questa attesa dolce di Thérèse... ancora nulla. I dolori sembrano essere rientrati, già lo sappiamo: nascerà quando meno ce lo aspettiamo, davanti ad un piatto di spaghetti fumanti o mentre sono andato a comprare il giornale in una delle mie poche sortite da casa...
Noi siamo qui ad ascoltare i suoi movimenti, tra un capriccio di Giovanni e un reflusso d Anna Chiara... oggi è Santa Agnese, non sarebbe male se nascesse oggi...
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categorie: vita, lattesa
lunedì, 15 gennaio 2007

In attesa...

Siamo ancora in attesa. Il terrorismo psicologico della nostra ginecologa ci aveva indotto ad aspettarci la nascita di Thérèse entro la fine dell'anno. "Cercate di arrivare al 31", ci ha detto nell'ultima visita di Anna Chiara. E noi, essendo Giovannino nato con 15 giorni in anticipo e con un travaglio di appena un'ora, credevamo di arrivare al 15 di gennaio in quattro. E invece le sue vie non sono le nostre vie... ma come è bella l'emozione di questa attesa? E la curiosità di vedere il faccino rosa di nostra figlia? Ringraziamo il Signore ogni giorno per queste sensazioni che ci sovrastano e gli chiediamo di starci accanto quando  Thérèse vorrà venire alla luce. Anna Chiara è tranquilla. Io al posto suo qualche piccola paura l'avrei, ma la differenza tra l'uomo e la donna è tutta qui: le donne sono capaci di maternità con tutto ciò che ne consegue, dalle mestruazioni ogni mese alla serenità davanti ad un parto. Gli uomini sanno guidare meglio per accompagnare le mogli in ospedale quando si romperanno le acque. A proposito, dovendo arrivare al Fatebenefratelli sull'isola Tiberina, speriamo che la bimba non scelga un'ora di punta altrimenti con il traffico correremmo il rischio di farla in macchina. Vabbè che abbiamo una Multipla, ma credo che a quel punto la serenità di mia moglie verrebbe messa a dura prova. Abbiamo pronto un piano B con tanto di pezzetto contromano sul Lungotevere. Ieri sono andato in loco per studiare logisticamente il tutto... speriamo di dover attuare in qualsiasi caso il piano A.
Colgo l'occasione per fare un pò di pubblicità ad alcuni amici che hanno deciso di creare un blog. Sono Emiliano e Giulia due amici di vecchia data con cui abbiamo creato Oltreilnaso. Conoscendoli credo che di tanto in tanto valga la pena farci un salto.
Un abbraccio a tutti pregate per noi!
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martedì, 09 gennaio 2007

Tante cose...

Quante cose... Therese ancora non è nata. La aspettiamo a giorni e per questo chiediamo ai nostri lettori di pregare per noi e per la nostra bimba che non vediamo l'ora di vedere. Anna Chiara è bellisima. Non l'ho mai vista così. Si arrabbia facilmente, ma si tranquillizza subito. L'altro giorno davanti a mia madre, mia sorella e alla nostra amica Francesca è andata in escandescenza chiudendosi in bagno. Dopo dieci minuti tutto ok. C'è da capirlo, è stanca e la pancia pesa non poco. Giovanni è nella fase più divertente. Ormai parla e non lo riusciamo a fermare. Ogni tanto si aggira per casa, si ferma davanti alle prese della corrente e ripete energicamente "NNNOOO!". Continua, arriva in cucina, si ferma davanti ad un'altra presa e ribadisce: "NNNOOO!". Mi sa che ha capito la lezione di quelche giorno fa quando quatto quatto cercava di attaccare il mouse del pc alla presa della corrente. Sculaccione e un bel "NNNOOO!" urlato in faccia gli hanno chiarito le idee. Certo che, in qualsiasi caso, dovremo avere mille occhi...

Mi spiace non essere più assiduo come un tempo, ma Anna Chiara, Giovanni e tra qualche giorno Therese hanno fame del loro marito e papà. Io mi getto nel loro mare come un bufalo in un laghetto di piranha. E quando mi addormento la sera invece che sentirmi vuoto, ciancicato e defraudato di me, mi accorgo di essere pieno. Tanto pieno da sentire la necesità fisica di ringraziare Qualcuno.

Ora Giovanni è nel box, la mamma è andata a pagare qualcosa alla posta e a comprare una sogliola per il pargoletto. Io mi sono preso qualche giorno di "paternità" nel senso che tornerò a lavoro solo dopo la nascita di mia figlia. Diciamo che sto lavorando da casa e che sto - per questo - faticando il doppio. Con un occhio al box ormai provato dall'energia di Giovanni che sta escogitando stratagemmi per evadere, e un altro alla posta elettronica mentre ho l'orecchio impegnato in un paio di telefonate che si accavallano... e se penso che tra breve saremo in quattro... che il Signore ci aiuti!

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categorie: la mia famiglia, la bellezza, la felicità
giovedì, 21 dicembre 2006

Gli auguri...

È già qualche settimana che la posta elettronica viene intasata da messaggi di auguri di Natale. Tra qualche giorno cominceranno i messaggini via sms. Tutti, credenti e non credenti, a Natale sentono nel cuore qualcosa di diverso. Un ricordo lontano di infanzia, la sensazione e il desiderio di un’unità familiare, il tavolo allungato nel soggiorno, l’odore dei fritti, il rumore delle cornamuse che viene dalla strada, un albero pieno di lampadine, il muschio del presepio… Al di là dei luoghi comuni sullo spreco di soldi, sul consumismo e sulla perdita del valore originario di questa festa, mi piace sottolineare il fatto che oggi, dopo più di duemila anni la gente, a Natale aspetta ancora.

Non c’è niente da fare il Natale porta in sé un’attesa.

Proprio ieri, mentre accompagnavo un amico a confessarsi a San Paolo, mi sono fermato a guardare il semplice presepio allestito nella basilica. C’era tutto: la cometa sulla grotta, le pecorelle e i pastori con le mani ricolme di doni, il bue e l’asinello perfettamente al loro posto, Maria inginocchiata, Giuseppe con il bastone… e una mangiatoia vuota. Tutto: le statue, le luci, il muschio e il legno della grotta, il ruscello, le stelle e le case in lontananza mi sono sembrate come sospese. Tutta la simmetria della scena ruotava attorno ad una mancanza, ad un’assenza.

Il mio augurio allora è questo: che riusciate a trovarvi mancanti. Che sentiate come sento io nel cuore una nostalgia, una mancanza.

Perché solamente chi sa di essere povero e bisognoso potrà percepire la grandezza del Natale.

Vi auguro di sentire nella vostra carne e nel vostro cuore la pienezza di un Bambino capace di riempire le vostre fragilità e di accarezzare tutte le vostre ferite.

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sabato, 09 dicembre 2006

A Bari, lontano da casa...

Ma come si fa a lasciare una moglie stupenda come la mia, un frugoletto che ha cominciato a chiamarmi "papà" e a fare i versi degli animali e una pancia che cresce ogni giorno per andare a Bari per lavoro? Infatti sto impazzendo lontano da casa. E ora vorrei essere con loro nel lettone, accaldati e assonnati, abbracciati e pigri. Insieme con la mia famiglia, con la carne della mia carne che è una calamita che non credevo potesse richiamarmi così forte a sè. E' una scoperta continua della quale ringrazio il Signore. Mai avrei pensato tutto questo. Mai avrei immaginato di provare questa nostalgia nel cuore. Ma avviene ed è la mia piccola croce di oggi.
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lunedì, 06 novembre 2006

Siamo stati noi...

Scoppiavo parole che non riuscivo a trattenere: amo mia moglie di un amore non mio. Ringrazio il Signore del dono di averla al mio fianco, di averla così bella e così santa.

Breve aggiornamento.
Lo sappiamo di essere latitanti ma, come scritto anche in passato, avevamo cose stupende da fare. Abbiamo fatto vaccini sulle cosciotte morbide di Giovannino, litigate sanguinolente e rosari abbracciati. Abbiamo mangiato le castagne nel tepore della nostra casa al primo freddo e guardato libri sugli animali cercando di imitarne il verso. Abbiamo messo mani su pance lievitate ad aspettare calcetti di vita e pisoli pomeridiani in tre nel lettone.
Insomma siamo stati noi e ci è piaciuti esserlo.
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giovedì, 12 ottobre 2006

eccomi qui a condividere ciò che mio marito aveva preannunciato... salto i convenevoli e le scuse per il ritardo solo per iniziare in modo un pò diverso dal solito...

scrivevo il 15 settembre 2006...

...sul mio cellulare un messaggio dell’ansa, scorro superficialmente le parole sullo schermo convinta di leggere le “solite” notizie di qualche strage in medio oriente e invece mi fermo attenta è morta all’età di 77 anni forse la più nota giornalista italiana, è morta a Firenze, è morta per un male incurabile. MALE INCURABILE. Mi ha colpito, INCURABILE. Da quanto tempo non ricevevo la notizia di qualcuno morto di un male incurabile. Ovvero, quante persone lontane o vicine si sono ammalate di un male incurabile e sono morte, tante, troppe forse, ma ciò di cui avevo nostalgia, comprendo solo ora è la parola incurabile, il concetto che rende il senso dell’abbandono ad un evento più grande. Si muore troppo oggi di mala sanità, di stenti, si muore di depressioni che indeboliscono il sistema immunitario, si muore dell’inquinamento che aumenta, si muore di errori umani, meccanici e “divini”. Ma da quanto tempo non “si moriva” di un male incurabile? Non c’è colpa e non c’è senso di colpa o d’inadeguatezza, nemmeno d’impotenza, nel concetto d’incurabile c’è affidamento, abbandono, pace. Vorrei morire quando dovrò d’un male incurabile, perchè non vorrei sbattermi di pensieri tipo: potrei provare in svizzera, se solo avessi i soldi per andare in clinica, si deve cambiare questo mondo schifoso, se non mi fossi innervosita tanto nella mia vita, se domani dovessero trovare la cura. Se, se, se, sé, sé stessi.

Il mondo è pieno di mali incurabili e noi non lo accettiamo più. Deliranti, onnipotenti e tristi vedo uomini morire di cirrosi epatica, overdose, impiccati, assassinati dal mondo. Voglio soffrire, disperarmi e morire d’un male incurabile, spendere lacrime infinite e avere il tempo di pregare, di sbattermi per quel viaggio che non voglio evitare ma MERITARE. Morire non è come nascere ma è come partorire, rivoglio quella meravigliosa e terrificante consapevolezza di ogni donna incinta, che paura o no, sa che da li dovrà uscire la VITA.

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venerdì, 06 ottobre 2006

Ieri... Teresina

Ieri sera, in un orario folle per le nostre abitudini familiari, soprattutto poco consono ad un bimbo di 15 mesi come Giovanni, siamo andati a trovare la nostra amica Teresina. Inginocchiati sul tappeto rosso pieno di petali di rose, ci siamo commossi nel pensare ai mille ragali quotidiani che in questi due anni il Signore (con la complicità della Santa di Lisieux) ci ha fatto. E mentre pregavo con Giovanni addormentato tra le braccia, Anna Chiara sfiorava con il pancione la teca contenente i resti mortali di Therese. Dovevate vederci. La bellezza della famiglia cristiana, al di là dei soggetti. Nella chiesa di Sant'Agnese in Agone abbiamo rivisto tanti tanti amici. Mario il focolarino, sempre sorridente e disponibile che non vedevamo da più di un anno, Emanuela del Rinnovamento, la signora un pò stramba di cui non ricordo il nome che segue da lontano ogni evento dedicato ai giovani e che - ne siamo certi - ha un posto grande, enorme in paradiso...
E mentre tornavamo a casa ci siamo resi conto che il Signore ci vuole testimoni. Senza fare grandi cose, nella semplicità della nostra vita. Il colmo, semmai, è che la nostra normalità di famiglia sia diventata occasione di testimonianza. Comunque noi ci siamo. Piccoli e fragili. Padre e madre di due creature che speriamo possano vivere in santità, nonostante i loro genitori.
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lunedì, 18 settembre 2006

... un mese dopo...

MI ero ripromesso di non scrivere nulla fino a quando mia moglie non avesse ripreso ad aggiornare il blog, ma mi rendo conto che a poco meno di un mese dal nostro ultimo post, sarebbe stato stupido aspettare olre. Soprattutto ora che la nostra carissima Amalia, alias http://caracolas.splinder.com, ci ha sfasciato il pc domestico. Sì, abbiamo un portatile a casa, ma ce la vedete mia moglie che tra una caduta di Giovanni e un doloretto addominale, si collega per raccontare le sue giornate? Io no. Anche se ultimamente, l'altro ieri se non erro, carta e penna ha scritto qualcosa di veramente bello sul "male incurabile".
Insomma le cose vanno bene. Io da un paio di giorni sono diventato un trentenne, mentre Giovanni da un mesetto circa ha cominciato a camminare. Lo si evince dalle tumefazioni violacee che di tanto in tanto compaiono sulla sua testa o dalla nostra stanchezza. L'ho detto agi amici e lo ripeto qui: è più traumatico quando tuo figlio imparara a camminare piuttosto che quando nasce. Comunque ora ha imparato a dire "papà" e la fatica di stargli dietro è nulla rispetto alla goia di sentirti riconosciuto come padre. E a volte mi commuovo mentre lo abraccio anche perchè appena vede la mia croce al collo, se la porta alla bocca e comincia a baciarla. Anna Chiara è sempre più bella. Ci sono stati momenti difficili in questo mese, ma li abbiamo superati alla grande, anche perchè ormai ci siamo abituati: litighiamo sempre per le stesse cose. Lei è veramente una moglie invidiabile. Non si lamenta mai, nonostante i nostri ritmi siano poco adatti al suo stato "interessante". Un ultimo aggiornamento circa il nome: sono sempre più propenso per Therese. Per due motivi. Il primo è perchè in alcuni diarii di gioventù, quando immaginavo di avere una figlia, la chiamavo in questo modo. Il secondo è perchè questa estate passando per le Marche e l'Emilia Romagna, ci siamo imbattuti nell'urna che contiene i resti mortali della Santa di Lisieux e pregando, in maniera del tutto spontanea, mi sono rivolto alla mia piccola bambina chiamandola Therese, per l'appunto. Grazie per i vostri commenti... pregate per noi!
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domenica, 20 agosto 2006

Teresa o Therese?

Dormono tutti. Giovanni, Anna Chiara e la bambina che porta in grembo. L'alro ieri abbiamo fatto l'ecografia e la dottoressa - che poi altri non è che la nostra amica Daniela - non si è voluta sbilanciare sul sesso del bambino. Bene, lo faccio io che ho osservato attentamente quello che mostrava l'ecografo: sarà una bambina. Teresa o Therese, vedremo. Alla francese è un pò da gasati, ma renderebbe ancora più evidente il legame con la santa di Lisieux. Vedremo, sono ancora convincibile. Questa estate niente vacanze. Pochi soldi e tanti inviti matrimoniali. Non mi piace piangere miseria, ma con una bimba in arrivo, il Signore dovrà darci una mano...
Intanto vorrei condividere con quanti leggeranno questo post la goia di essere padre e di vedere tuo figlio che ti riconosce, ti chiama, ti abbraccia e si tranquillizza con le tue carezze. Quando Giovanni è tra le mie braccia mi dimentico di me. E' strano mi sembra di abbracciare me quando ero bambino. Non è immediato pensare che lui sia qualcosa di altro da me. Eccolo lì... è finita la pace: si è svegliato. Corro perchè non vorrei che svegliasse anche la mamma. Lei sì che ha bisogno di riposarsi: tra cinque mesi ci risiamo...
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giovedì, 10 agosto 2006

Un tuffo nel passato...

Un tuffo nel passato, mentre il pancione cresce e Giovanni ha cominciato a dire papà. A dire il vero dice baba o qualcosa del genere, ma a me basta. Dicevo del tuffo nel passato ascoltando Baglioni (Uomini persi per la precisione). Ma quante corse sul motorino con le cuffiette a tutto volume nascoste nel casco... quante canzoni urlate nella solitudine della mia stanza pensando ad Anna Chiara. E che effetto mi fa ritrovarla al mio fianco, con un anello al dito, con un figlio di un anno e con un altro in arrivo. Il Signore ha molta più fantasia di noi. Veramente: nemmeno nel più bello dei miei sogni mi sarei immaginato di trovarmi alle soglie dei trent'anni con una moglie così e con due figli. Ringrazio il mio Dio per la sua dolcezza e per la sua Provvidenza che non abbandona. Mai. E come vorrei trasmettere questa dolce consapevolezza a chi non crede, a chi dispera, a chi si sente solo...

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sabato, 22 luglio 2006

Senza paura...

Siamo a Chianciano per un fine settimana di assoluto riposo. Ma quanto è bello essere una famiglia? Ieri grande commozione quando con Anna Chiara abbiamo cucinato, apparecchiato e ci siamo messi seduti a tavola. Giovannino spilucchiava da un piatto alcuni grissini schiacciati. La preghiera di benedizione del cibo e nell'aria la musica di Chopin. Carissimi, vi auguro la stessa gioia provata in quel momento, sentendoci parte di un disegno più grande. In due anni la nostra vita è cambiata radicalmente: il matrimonio, la nostra nuova casa, la gravidanza, la nascita di Giovanni... ora un altro pancione. Il Signore ha ribaltato tutte le nostre certezze, ha operato miracoli, ha rovesciato le nostre vite come due pedalini, ci ha convertito all'abbandono alla sua volontà. E allora sia quel che sia, senza paura!

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martedì, 11 luglio 2006

Speriamo sia Teresina...

Che gioia! Che felicità! E' sicuro: siamo in quattro: Anna Chiara è nuovamente incinta. L'avevamo detto che stavamo provando a fare Teresa, speriamo di esserci riusciti. La settimana scorsa abbiamo fatto l'ecografia e l'abbiamo vista. Le manine che si muovevano vorticosamente nell'aria. Un fagiolino irrequieto e vivo. Il cuoricino che batteva veloce, i nostri sorrisi. La mano di mia moglie nella mia e Giovannino in braccio che sembrava capire tutto. Rideva anche lui, con noi. Ora viene il bello, l'attesa, le nottate con la mia mano sulla pancia di Anna Chiara, le litanie notturne dei santi quando lei non riesce a dormire, i calcetti di vita che non vedo l'ora di sentire, l'emozione di immaginarsi un volto, due occhi, una bozza, una voce. Dovrebbe nascere verso la fine di gennaio. Noi l'aspettiamo, voi pregate per questa nostra attesa.

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mercoledì, 28 giugno 2006

Noi tre... non più...

Come abbiamo detto un pò di tempo fa... avevamo cose stupende da fare... ma davvero stupende...

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mercoledì, 14 giugno 2006

L'amore assomiglia alla croce

Lo dico a bassa voce: stanotte Giovannino ha dormito senza svegliarsi mai. Speriamo che duri, anche perchè veniamo da un paio di nottate insonni, di cui una passata al Bambin Gesù per un "laringo spasmo". Niente di che, lo aveva già avuto tre mesi fa, ma svegliarsi di notte con tuo figlio che non riesce a respirare non è mai bello. Ora è qui dietro a me che dorme abbracciato alla mamma nel lettone. In questo periodo stiamo pregando un pò meno del solito. Ci sforziamo di essere una famiglia nella quale si compie ogni giorno la Parola di Dio, ma il ritmo frenetico delle nostre giornate ci fa perdere di vista la perla preziosa. Ringraziando Dio, ogni giorno che passa benedico il mio matrimonio. Ci scanniamo, ci massacriamo, litighiamo, ci confrontiamo con la certezza e la gioia inebriante della consapevolezza che sarà per sempre. Il Signore mi ha dato Anna Chiara ed io me la tengo stretta. Ed è una gioia immaginarci vecchi - se Dio vorrà - ad amarci nelle nostre infermità. D'altronde l'amore, quello vero, non si vede nel vuoto spinto, ma sotto sforzo. Nel perdono o nella malattia, quando siamo chiamati ad essere simili a Gesù Crocifisso.

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sabato, 03 giugno 2006

Le mani di Anna Chiara...

Avevamo cose stupende da fare... nell'ultimo post non mi ero reso conto della bellezza di questa frase. E' la concretezza della vita che vince il virtuale. Vi ringraziamo dei tanti commenti e delle numerose manifestazioni di affetto. Che dire: Anna Chiara è tornata latitante, in compenso sta tirando fuori tutto l'architetto che è in lei... Ieri sono tornato da Pesaro e ho trovato la casa completamente cambiata: il pc - con mobile annesso - dalla cucina alla camera da letto, la scarpiera dallo sgabuzzino all'ingresso, uno specchio adesivo appiccicato sul un lato dell'armadio, una sorta di lapmpione nano sopra il tavolino dove solitamente poggiavo le chiavi. E ancora: due lampioncini in salotto, un portasciugamani e un appendiabiti in bagno... Insomma le prudevano le mani. Buon per lei che il sottoscritto se ne strafrega dell'arredamento della casa, perchè altrimenti sarebbe stata una tragedia. A me basta un letto comodo e una libreria capiente, poi, per il resto mia moglie ha completa libertà di movimento. Intanto Giovanni oltre ai denti che continuano ad uscire, si è preso una bella congiuntivite ad ambedue gli occhi. Prima il sinistro, che ora sembra essere guarito, poi al destro, ancora molto rosso. Noi che sappiamo di essere incoscienti, lo portiamo lo stesso fuori. Tra una mezz'oretta andiamo al mare: Santa Marinella, vicino Roma a scroccare un pranzo dagli zii di Anna Chiara. Le ho detto che ero entusiasta di questa sua idea, ma visto che non lo legge, sul blog posso dirlo apertis verbis: che palle!

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lunedì, 22 maggio 2006

I dentoni...

Quanto tempo. Troppo. La vita, a volte, va più veloce di noi. Piccolo aggiornamento dopo quasi un mese di latitanza: Giovanni ha messo quattro dentini. O meglio: due dentini e due dentoni, quelli superiori, sulla falsa riga di quelli del padre. Povero lui. Anna Chiara è più bella che mai. Ha tagliato i capelli e si è fatta fare la frangetta da adolescente. tant'è che l'altra sera tornando a casa le ho detto: "Vai a finire subito i compiti". Il Signore non smette di operare miracoli ogni giorno. Siamo felici e non abbiamo paura di dirlo. Ci amiamo perchè siamo stati amati e, allo stesso tempo, cerchiamo di amare Dio negli altri. Stamattina ho portato la comunione a Carolina, 95 anni, e Rita 80. Sono pieno di cose da dire, ma non riesco a scriverle. Non sono veramente degno di questo servizio. Scusate l'assenza, ma avevamo cose stupende da fare.

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martedì, 25 aprile 2006

Testimonianze

Io non taccio.... metto a posto! E poi anche Teresa, la nostra amica della parrocchia, che sabato mattina vestita di bianco ha festeggiato nel dolore il funerale di Pietro, testimoniando a tutti il suo amore semplice e puro, commuovendo e annunciando la sua fede nella Resurrezione, anche Teresa mentre domenica mattina mi raccontava come aveva conosciuto il suo amore la prima volta in cui per "sbaglio" i loro occhi si erano fermati l'uno sull'altra, me l'ha detto: AMOR SENZA BARUFFA FA LA MUFFA!

Grazie Teresa per averci fatto conoscere il tuo amore senza vergogna, grazie per esserti vestita di bianco e aver cantato di fronte alla bara di tuo marito, grazie per averci permesso di voler bene a Pietro, grazie delle carezze che gli hai dato di fronte a me e mio marito, grazie per questa testimonianza di Fede. Ti abbraccio Teresina. Grazie Pietro, buonanotte.

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sabato, 22 aprile 2006

Discussioni inutili...

Le litigate, che palle. Ieri sera l'ultima per (dico io) delle stupidaggini immense. Sono disordinato. Lo so e lo sapeva mia moglie prima di sposarmi. Ora mi vorrebbe meno "intruppone" e più attento. Insomma vorrebbe un altro... Tutto risolto, per carità, ma che perdita di tempo discutere e litigare una serata intera. Proprio quando Giovanni, stanco, si era addormentato prima del solito. Avremmo potuto lavorare per Teresina, invece parole... parole... parole...

Intanto mia moglie tace. Sul blog, di lei, nessuna traccia...

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domenica, 16 aprile 2006

Exsultet...

Grazie a tutti per i bellissimi messaggi che ci avete mandato anche via e-mail... non meritiamo tanto... se viveste anche solo un giorno con noi, vi rendereste conto di quanto siamo piccoli e meschini certe volte. Ma la grandezza del Signore è proprio questa: sceglie due peccatori come noi per testimoniare la sua vittoria sulla morte e sulla paura. Cristo ha spezzato le nostre catene! Buona Pasqua a tutti. Cristo è Risorto! E' veramente Risorto!

 

Stanotte una bella veglia di Pasqua, con tanto di sei battesimi, ci ha riconciliato con il mondo. Dopo il silenzio, l'aridità, il lutto di sabato, la gioia di questa notte. Gioia piena con Giovannino che batteva le mani mentre veniva cantato l'Exsultet nella chiesa appena illuminata dalle luci fioche delle candele. E poi il vangelo: «Non temete… non abbiate paura». E dopo il digiuno, dopo la fame, dopo la mancanza. Di nuovo il nostro Dio. Vivo. Risorto. Di nuovo il suo corpo nel nostro corpo e il suo sangue nel nostro sangue. Che bello! E’ la bellezza che mi ha conquistato a Cristo.

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venerdì, 07 aprile 2006

La testimonianza in piazza San Pietro...

Ieri è andata benissimo. Il Signore, ogni giorno, compie prodigi e noi lo lasciamo fare. Non è la prima testimonianza che facciamo davanti a tanta gente, ma piazza San Pietro è piazza San Pietro. Che emozione ricordare quando, quindicenne, venivo ad ascoltare le parole di Giovanni Paolo II il giovedì prima di ogni Giornata Mondiale della Gioventù. Ora siamo cresciuti. Per essere giovani, ancora lo siamo e lo saremo per altri cinque o sei anni, ma passeggiare e sentirsi dare del lei perchè sei abbracciato a tua moglie e stai portando in braccio tuo figlio, fa un certo effetto. Grazie a tutti per le preghiere. Ci hanno detto che Giovannino in tv sembrava un angioletto...

Di seguito, grosso modo, il testo della nostra testimonianza che Andrea Sarubbi, giustamente, ha voluto che facessimo a braccio. Alla prima domanda mi sono un pò intoppato, o meglio, non mi ricordavo chi ero, cosa facevo, chi era il bambino che tenevo in braccio... Anna Chiara, invece, è stata strepitosa. Una sicurezza e una serenità che solo chi vive sulla carne le parole che sta pronunciando può avere. Il Papa un grande. A tratti sembrava di essere alla Gregoriana (don Francesco docet), ma è sempre divertente ascoltarlo rispondere in quel modo a braccio.

Gianluigi 

Immaginatevi due giovani di venti e di diciotto anni impegnati nelle loro parrocchie di origine. Catechisti tutti e due, sempre presenti a messa ogni domenica. Due bravi cristiani, ma un po’ sciapi. Ci siamo conosciuti mentre stavamo per partire per la Gmg di Parigi, nel 1997. Io della parrocchia di Santa Francesca Romana, lei dei Martiri dell’Uganda. Due parrocchie vicine tra loro. Dobbiamo ringraziare Giovanni Paolo II perché non solo ci ha permesso, con la trovata geniale delle Gmg, di conoscerci, ma le sue parole e la sua testimonianza hanno, in un certo senso, dato un ritmo e una colonna sonora al nostro stare insieme. 

Anna Chiara

Poi c’è stata la Gmg di Roma che ci ha visti impegnati nell’organizzazione. Tre anni di lavoro per accogliere i due milioni di giovani provenienti da tutto il mondo. Tutto è cominciato la notte del 19 agosto a Tor Vergata. La nostra vita felice e senza intoppi doveva cambiare. Dovevamo fare un salto di qualità: da buoni cristiani, sempre presenti a messa e che facevano parte del gruppo dei giovani delle rispettive parrocchie, il Signore, tramite le parole di Giovanni Paolo II ci chiamava a diventare uomini nuovi. Testimoni credibili del suo amore e della sua resurrezione. La maggior parte di voi era lì, con noi, quella notte quando il Papa disse «Voi non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti. Cari giovani del secolo che inizia, dicendo «sì» a Cristo, voi dite «sì» ad ogni vostro più nobile ideale».  

In quel momento un fuoco ha preso le nostre vite. Quelle parole ci hanno rovesciato l’anima. L’unica cosa che volevamo era dire «sì» al Signore. Ma come si fa a dire «sì» al Signore? Abbiamo cercato di comprendere quello che il Signore, tramite la voce tremante di Giovanni Paolo II volesse dirci. Abbiamo pensato alla consacrazione. Gianluigi ha pensato di entrare in seminario. Per un paio di anni ci lasciavamo e ci rimettevamo insieme. Volevamo capire. Ma poi, come spesso accade, dalla crisi, dal silenzio, dall’aridità, dalla morte, nasce qualcosa di più bello di prima. Quando abbiamo detto «sì» al Signore facendogli capire che eravamo disposti a tutto per Lui, allora tutto è diventato chiaro: potevamo sposarci. 

Gianluigi 

Lo abbiamo fatto il primo di ottobre del 2004, giorno di Santa Teresa del Gesù Bambino. Lo abbiamo fatto andando incontro non a poche difficoltà, con la certezza di farlo facendo la volontà di Dio e per questo non temendo nulla, nonostante la precarietà che contraddistingue i giovani del nostro tempo. Lo abbiamo fatto mettendo tutto nelle mani del Signore e della sua Provvidenza. Sappiamo di essere un segno di contraddizione nel tempo che stiamo vivendo, ma siamo felici di esserlo. Senza paura, dicendo, nonostante i nostri peccati, ogni giorno il nostro «sì» quotidiano. Lo abbiamo fatto ricordandoci delle parole di Giovanni Paolo II «Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo». Essere cristiani non è seguire una morale fredda e senza vita, non è un imperativo categorico, non è solamente andare a messa la domenica. Essere cristiani è bello. Essere una famiglia è bello! È declinare ogni giorno la nostra vita sul modello di Gesù. È essere felici con la consapevolezza che tutto è Grazia! È capovolgere la nostra scala di valori. È essere aperti alla vita senza paura. 

Da qualche mese sono stato eletto come Presidente delle Acli di Roma, le associazioni cristiane lavoratori italiani. Anche questo mio servizio è legato indissolubilmente a Giovanni Paolo II e a quella sera a Tor Vergata. Quel giorno dissi a me stesso che mi sarei impegnato in qualcosa di grande, che mi sarei sforzato di rendere questa terra più abitabile per tutti. Con le Acli sento di servire Cristo e la sua bellezza, sento di lavare i piedi ai miei fratelli, sento di non rassegnarmi. La nostra storia è quella di due persone normali, un marito e una moglie che litigano per le loro stupidaggini e che cercano, nel loro piccolo, di essere luce del mondo e sale della terra. Io e Anna Chiara infatti siamo qui oggi come testimoni del fatto che vale davvero la pena donare la propria vita al Signore, con tutte le nostre debolezze. Che fortuna, quella della nostra generazione, di aver ascoltato un Papa che con umiltà e allegria diceva:«Non abbiate paura di essere santi». I Santi ci ricordano che il Vangelo è vero, che la Scrittura è vera, che possiamo portare frutto. Il frutto che il Signore ci ha donato è lui. Si chiama Giovanni. Lo abbiamo concepito durante il viaggio di nozze ed è la nostra gioia. Grazie di averci ascoltato. Pregate per noi, ci contiamo. 

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domenica, 02 aprile 2006

La fantasia di Dio...

Con Anna Chiara siamo emozionati e confusi. Giovedì in piazza San Pietro, Giovannino tra le braccia, dovremo fare una delle testimonianze ai giovani che incontrano il Papa. Pregate per noi, perchè lo Spirito Santo ci illumini e ci guidi. Noi ci metteremo tutta la nostra docilità e il poco che siamo...

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martedì, 28 marzo 2006

Piccolo bollettino di guerra

Qui è la mamma che scrive... Giovanni è ancora alle prese con l'influenza, tra tosse, raffreddore e mal di pancia...  il suo papà, per simpatia con il piccolo, ha trascorso il fine settimana a letto con 38/38,5 di febbre. Inutile a dirsi, lunedì mattina era tutto passato o cmq non tanto grave da non andare a lavorare... che bel fine settimana! E' prorio il caso di dire che tutto è Grazia. E non è difficle dirlo perchè c'è una grazia palpabile nel prendersi cura di un marito allettato, nel praparargli la minestrina di verdure e portargliela a letto. E' un pò come ragalargli un pezzetto di quelle cure materne che da nove mesi sono tutte per il puledrino giovanni. E' vuoi mettere il divertimento di andare da sola alla festa di sabato sera... pare vero sono tornata a casa dopo appena un'ora e un quarto!

P.s.: Un appunto a mio marito: stamattina non ho trovato nessun biglietto in giro per casa, mi è mancato... grazie per la serata di ieri mi sono divertita tanto a lavorare con te al giornale malgrado la stanchezza. Ti amo

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venerdì, 24 marzo 2006

Il ritiro...

Due giorni di ascolto. Con Giovanni che, giustamente, chiedeva altro e che, per farcelo capire ancora più chiaramente, nell'unica notte che abbiamo passato fuori, si è fatto venire trentanoveemezzo! E noi? Illuminati (o incoscienti) come non mai lo abbiamo riportato a casa, abbiamo chiamato la nonna e siamo tornati al ritiro ripetendoci: "Lascia che i morti seppelliscano i loro morti". Affamati di parole di vita eterna. Che dire? Bello! Il parroco ci stupisce sempre e ringraziamo Dio di avercelo mandato.

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lunedì, 13 marzo 2006

In questo tempo...

Eccomi qui nuovamente... E' passato quasi un mese da questo bellissimo post di mia moglie e, se i primi giorni non osavo toccarlo, poi sono subentrati grandi impegni che ci hanno fatto restare un pò indietro rispetto all'aggiornamento. Nel frattempo la vita è andata avanti. E' iniziata la Quaresima, questo tempo forte da ascoltare. Per la serie la vita non è una scienza esatta, un paio di settimane fa, ci siamo svegliati sentendo Giovannino che respirava affannosamente. Fischiava come una finestra, d'inverno, quando il vento passa tra le persiane. Subito lo abbiamo portato al Pronto Soccorso. Vi lascio immaginare in macchina, nel tragitto che ci separava dall'Ospedale, la paura e le preghiere nel vederlo così fragile e indifeso. Non sapevamo come aiutarlo... Ringraziando Dio era solo un laringo spasmo. Dopo un bell'aerosol e una pasticca di cortisone la situazione è rientrata, ma ce la siamo fatti sotto. Nel frattempo, in questi giorni, ci è venuto a trovare il Piccolo Zaccheo che salutiamo e ringraziamo per l'amicizia. Mentre scrivo Anna Chiara e Giovanni dormono abbracciati, mi hanno letteralmente sfrattato dal tepore del mio letto... santi mariti-padri!

postato da: lucedelmondo alle ore 06:24 | link | commenti (6) | commenti (6)
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lunedì, 20 febbraio 2006

L'ombra d'oro...

Divertente il mio maritino che parla a bassa voce. Belle le sette chiese (che in reltà sono 12) ho ancora le gambe indolenzite, ma belle davvero… una Grazia direi!!! Il mio riposo, come ormai tutti avranno capito, è quando Gigi è a lavoro! Ebbene sì, stare a casa con Giovanni, montare le tende, fare spese e bucati, bollettini postali e cene, studiare e lavorare ai miei vari impegni, tutto questo è il mio riposo! Perchè quando lui torna a casa... si salvi chi può! Mio marito è energia allo stato puro, è una di quelle persone che quando si sposta da una stanza all’altra fa vibrare il pavimento, e vi giuro non è un ciccione, lui è massa muscolare. Al mondo esistono persone che lasciano impronte e persone che lasciano il segno! Di lui si percepisce la presenza anche dopo che è andato via, (non mi riferisco a problemi di aerofagia). La sua fisicità rispecchia perfettamente la sua testa, vulcanica, potente, prepotente e goffa, inarrestabile e stupefacente, è un uomo “dall’ombra d’oro” come Ultimo Parri… Amare un uomo così è un lavoro a tempo pieno, una sfida, un’impresa, è poter continuare tutta la vita a ricevere ogni giorno una busta a sorpresa,  è il dono più grande che mi sia mai stato fatto. Un esempio, mio marito consuma il cavallo dei pantaloni con frequenza settimanale, è uno che indossa solo sandali e li butta quando la suola si buca, mangia la bistecca lasciando l’osso pulito, lui brucia, consuma tutto. È uno che la sera a letto si addormenta in meno di un minuto e sempre facendo qualcosa, scrivendo, leggendo o pregando, lui non aspetta mai il sonno, è il sonno che se lo va a prendere tutte le sere. Mi sono innamorata di lui quando ho capito che sapeva trasformare in evento ogni momento, è un uomo che scava, non puoi conoscerlo superficialmente se lo conosci hai sicuramente condiviso con lui qualcosa di grande, questo è certo. Come marito, è pungolo, è un abbraccio infinito e protettivo, è un calore che entra nelle ossa quando la sera lo raggiungo a letto che già dorme. E io lo odio e lo ringrazio perché facendosi odiare mi ama, non mi fa sconti e mi trascina, e io lo amo e ringrazio Dio d’avermelo messo a fianco. Ora continuo a riposarmi, devo fare un’altro bucato…

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Utente: lucedelmondo
Nome: noi tre... anzi quattro!

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